Westminster, scandalo molestie e instabilità nel governo May

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A tenere banco nei principali quotidiani Britannici, nella settimana passata, vi è stato lo scandalo delle molestie a Westminster. Sebbene molti commentatori politici Britannici scommettano che lo scandalo sia solo agli inizi, i primi effetti sul parlamento e sul governo di Sua Maestà non si sono fatti attendere.

Infatti, le accuse di molestie, rivolte a parlamentari e membri del governo mosse dal personale di Westminster e da alcune giornaliste, hanno portato ad una dura presa di posizione del PM Theresa May, alle dimissioni di un Ministro, la sospensione di diversi parlamentari e l’adozione da parte del Partito Conservatore di un nuovo “codice di comportamento” e di una “procedura di reclamo” in caso di abuso.

Le dimissioni alle quali facciamo riferimento sono quelle dell’ormai ex Ministro della Difesa, Sir Michael Fallon, il quale ha lasciato il proprio incarico tramite una lettera ufficiale consegnata all’ufficio del Primo Ministro. Nella lettera è possibile leggere che: “Negli ultimi giorni sono venute a galla una serie di accuse nei confronti di diversi parlamentari, alcune accuse includono anche la mia passata condotta. […] Molte di queste sono false, tuttavia accetto il fatto che in passato potrei aver avuto una condotta inferiore agli standard che sono attualmente richiesti all’interno delle Forze Armate che io ho l’onore di rappresentare. Di conseguenza mi dimetto dalla carica di Ministro della Difesa”.

Qualche giorno prima Fallon aveva ammesso di aver posto la propria mano sul ginocchio di una giornalista nel 2002. Considerato che Julia Hartley-Brewer ha recentemente dichiarato di aver accettato le scuse dell’interessato e di considerare il caso ormai chiuso da una decina d’anni, sembra probabile che le dimissioni siano dovute al timore che nuove indagini possano far luce su altri episodi. Fallon è stato sostituito, seppur senza opposizioni interne, dal quarantunenne Chief Whip (figura simile al nostrano Capogruppo) Gavin Williamson.


Mentre, va sottolineato che le accuse di molestie si espandono a macchia d’olio e sembrano toccare trasversalmente i principali partiti politici Britannici, è il caso di concentrarci sul significato che questo scandalo potrebbe avere sulla tenuta del governo di Theresa May.

Il Primo Ministro, indebolito dalle elezioni anticipate di giugno da diverse settimane affronta una fronda interna sempre più folta che ne mette in dubbio la leadership e che la accusa d’aver trascinato il paese ed il partito in una situazione di stallo politico. In questo contesto il danno d’immagine creato dalle dimissioni di un Ministro e dalle indagini che riguarderebbero almeno un’altro membro del gabinetto non fanno altro che alimentare il malcontento all’interno del partito e della base dell’elettorato conservatore.

Dal punto di vista pratico, Theresa May perde un Ministro di lungo corso che ha servito sotto quattro Primi Ministri diversi ricoprendo ministeri chiave come quello dello Sviluppo Economico e dell’Energia. Fallon era considerato anche uno dei Ministri più fedeli, e una figura molto affidabile in termini di performance davanti alle telecamere, elemento da non sottovalutare soprattutto alla luce della necessità di una “media strategy” del governo May durante questa delicata fase delle negoziazioni per la Brexit.

Infine, alle già abbondanti grane di Theresa May, si aggiunge il caso dell’ormai ex Ministro per lo Sviluppo Internazionale, Priti Patel, dimessasi l’8 novembre in seguito alle proteste delle opposizioni. Patel aveva ammesso di aver incontrato diversi  rappresentanti del governo Israeliano (incluso il PM Netanyahu) durante una visita privata in Israele.

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