Venezuela, Di Maio: “Italia nè con Maduro nè con Guaidó”

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“Il cambiamento lo decidono i cittadini venezuelani. Noi siamo dalla parte della pace e della democrazia, quindi dobbiamo creare tutti i i presupposti per favorire nuove elezioni”. Lo ha detto il Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Montecitorio, rispondendo all’appello di Juan Guaidò, che ha chiesto all’Italia di schierarsi a suo favore.

“Il Governo italiano non intende riconoscere soggetti che non sono stati votati. Per questo non riconosciamo neppure Maduro e su questo l’Italia continua a sostenere una azione diplomatica e di mediazione con gli altri Stati per arrivare a un processo che porti a nuove elezioni ma senza ultimatum” ha affermato il leader grillino.

Di diverso avviso invece è l’alleato di governo: “La Lega considera la presidenza Maduro terminata” scrive in un tweet Guglielmo Picchi, Sottosegretario agli Esteri.

“Nicolas Maduro è un dittatore, come ha detto il Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, prima cade meglio è” gli fa eco Ricardo Merlo (MAIE), anche lui Sottosegretario alla Farnesina,  intervenendo su Rai Radio 1. “Il ministro Moavero ha parlato in Parlamento e non ha mai parlato di non ingerenza, anzi, chiedendo elezioni libere in quel Paese in qualche modo sta contribuendo alla soluzione della crisi”, aggiunge sottolineando che come governo italiano “dobbiamo cercare di risolvere la situazione pensando anche agli oltre 150mila italiani che vivono in Venezuela”.