Un esercito per la Catalogna

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In un rapporto della Guardia Civil consegnato alla 13a Corte di Barcellona si evince come la Generalitat catalana, in vista del referendum per l’indipendenza del 1° Ottobre 2017 e della successiva dichiarazione d’indipendenza, stesse prendendo in considerazione la possibilità di costituire un “Esercito per la difesa della Repubblica”.

Queste Forze Armate sarebbero dovute servire a “prevenire, tra gli altri rischi, quelli che sarebbero potuti provenire dallo Stato spagnolo”.

Il fondamento del rapporto riposa sui 20.515 messaggi di posta elettronica “sequestrati” a Lluís Salvadó, ex Segretario del Tesoro catalano e numero due di Oriol Junqueras, ex Vicepresidente attualmente detenuto.

Una di quelle e-mail, inviate svariate settimane prima della consultazione del 1° Ottobre, contiene un documento intitolato “La sicurezza della Repubblica catalana”. Qui viene ipotizzato il modello di difesa del nuovo Stato e si sottolinea che la questione è da valutare “urgentemente”.

Il documento sottolinea che c’è “molta incertezza su come si comporterà lo Stato spagnolo” durante quello che viene definito il “periodo di transizione”. I suoi autori ammettono che, per alcuni anni, la Catalogna avrà bisogno di “un altro Stato che gli dia temporaneamente protezione”.

Il rapporto di Salvadò, inviato alla Vicepresidenza, valuta anche la possibilità di istituire un servizio militare obbligatorio in Catalogna. Ma finisce per scartare questa opzione in quanto “la leva ha un’immagine molto negativa tra i catalani a causa dell’associazione mentale che viene fatta con l’Esercito spagnolo”. Il testo si chiede anche “cosa fare” all’indomani della dichiarazione d’indipendenza con i 7000 agenti della Policía Nacional e della Guardia Civil schierati in Catalogna.

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