Ucraina: chi è Zelenskiy, il comico in testa a tutti i sondaggi per le elezioni presidenziali

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L’attore comico e regista Vladimir Zelenskiy, candidato per le prossime elezioni presidenziali ucraine del 31 Marzo, continua ad essere il favorito alla Presidenza dell’ex Repubblica Sovietica.

Secondo un sondaggio pubblicato il 4 Marzo da Rating Group, elaborato intervistando un campione di 2500 elettori ucraini, il comico quarantunenne ha il supporto del 25,1% degli elettori, un netto vantaggio rispetto all’attuale Presidente Poroshenko e alla ex Premier Tymoshenko che sono dati rispettivamente al 16,6% e al 16,1%.

Gli ucraini andranno al voto per eleggere un nuovo Presidente il 31 Marzo: se nessuno dei 44 candidati supererà il 50% dei voti, i due candidati più votati si scontreranno al ballottaggio il 21 Aprile. Dall’indipendenza nel 1991 vi è stato un solo caso di rielezione di un presidente in carica.

Zelenskyy, classe 1978 e laureato in Giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera da comico a soli 17 anni e in poco tempo, lavorando sia come comico che come attore in film russi ed ucraini, ha raggiunto una fama considerevole in tutto il mondo russofono. Dal 2003 con il suo team comico Kvartal 95 si è stabilito permanentemente in Ucraina, dove ha continuato a produrre fino ad ora serie televisive e film.
Nel 2015 ha prodotto la serie televisiva “Servitore del Popolo” in cui recita anche da protagonista. La serie segue le vicende di un professore di storia, interpretato da Zelenskyy, che viene eletto a sorpresa Presidente dell’Ucraina dopo che un video in cui critica aspramente la corruzione del paese diventa virale.
Cavalcando il successo della serie, ora alla terza stagione, Zelenskyy ha deciso di candidarsi davvero lo scorso 31 Dicembre alle elezioni presidenziali ucraine, appoggiato da un partito anch’esso chiamato “Servitore del Popolo” e gestito dal suo team Kvartal 95.

In campagna elettorale Zelenskyy ha promesso la rimozione dell’immunità parlamentare, presidenziale e dei giudici, di rimanere in carica per un solo mandato e di utilizzare più spesso referendum per decisioni di rilevanza nazionale.
L’inesperienza politica sembra giocare a suo favore in un paese in cui la popolazione è sempre più esasperata dalle enormi diseguaglianze economiche, il costo della vita in aumento e l’impunità di oligarchi e personaggi politici corrotti anche dopo la rivoluzione del 2014.