Tutti i numeri delle Amministrative 2018 – Parte 1

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Le elezioni amministrative appena concluse hanno dimostrato come nella nuova Italia politica non esistono più roccaforti, o almeno che quelle che sono esistite finora hanno smesso di esserlo.

In questo articolo analizziamo capoluogo per capoluogo i numeri delle 20 città che hanno rinnovato la propria amministrazione nella tornata elettorale appena conclusa. Approfondiremo le percentuali che hanno portato alla vittoria del sindaco eletto, in confronto con quelle del 2013, ed i voti ottenuti dai singoli partiti nazionali.

Cominciamo con le città di Imperia, Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Ancona, Massa, Pisa, Siena e Terni.

Imperia

Claudio Scajola

Alle scorse elezioni comunali, nel 2013, il comune ligure era stato espugnato dal candidato del PD Carlo Capacci che, con oltre il 74% al ballottaggio aveva battuto il candidato del PDL Erminio Annoni.

La situazione in questi 5 anni è radicalmente cambiata, il candidato del centrosinistra Guido Abbo non è riuscito infatti ad andare oltre la terza piazza col 23.71%, il maggior azionista della sua candidatura rimane pero il Partito Democratico che fa però segnare un calo verticale in città passando al 16,89% del 2013 al 9,74% di oggi. Alla corsa a sindaco la spunta invece l’ex ministro del governo Berlusconi Claudio Scajola, che con un insieme di liste civiche a suo sostegno, oltre che dal Popolo della Famiglia, vince il primo turno col 35,28% e si impone al ballottaggio col 52 %, contro il 48% ottenuto dal candidato del centrodestra Luca Lanteri.

Segnaliamo inoltre il balzo in avanti fatto dalla Lega che passa dal 2% del 2013 al 7.85% del primo turno di due settimane fa. In calo invece sia il M5S col 5,90% (-2.7%) ma soprattutto Forza Italia che rispetto al PDL del 2013 ha perso 10 punti percentuali dovendosi accontentare del 9,91%.

Brescia

Emilio Del Bono

A Brescia non è servito un secondo turno in quanto l’uscente amministrazione del centrosinistra di Emilio Del Bono è stata riconfermata alla guida della città col 53.86%.

Per ottenere la vittoria non è stato necessario quindi passare dal ballottaggio come nel 2013 quando Del Bono batte 56% a 44% il candidato di centrodestra Adriano Paroli.

Per quanto riguarda i singoli partiti in grande spolvero il PD che a Brescia fa registrare il 34,67% ed un +7% rispetto alle scorse amministrative in città. C’è anche da segnalare però l’ottimo risultato della Lega dall’ 8,66% al 24,19%, ed il calo di Forza Italia (7,49%) che ha dimezzato le preferenze rispetto ai 5 anni precedenti. Stabile invece il M5S che ha totalizzato il 5.59%.

Sondrio

Marco Scaramellini.

Non riesce invece a mantenere la città lombarda il centrosinistra, il cui candidato Nicola Giugni ha perso il ballottaggio per 60% a 40% contro il candidato unitario del centrodestra Marco Scaramellini.

Nel 2013 bastò invece il primo turno all’uscente Molteni (CSX) per imporsi col 53% delle preferenze, battendo cosi sia il candidato del PDL sia quello della Lega, essendosi presentate le due forze divise.

Tra i partiti cresce la Lega dal 7% al 15% e scendono invece tutte le altre in rapporto alle elezioni precendenti : -6.67% per il PD (8,19%), -5.79% per FI (3,02%) e -2.85% per il M5S (2,95%).

Treviso

Mario Conte

Il centrodestra conquista anche Treviso dove il sindaco uscente di centrosinistra Giovanni Manildo non è riuscito nell’intento di farsi riconfermare alla guida della città, essendo stato battuto già al primo turno da Mario Conte col 54.48% dei voti.

Primo turno che non era bastato 5 anni prima, quando Manildo ha dovuto attendere il ballottaggio per festeggiare la vittoria col 55,50 % contro l’allora candidato del centrodestra Giancarlo Gentilini.

Il primo partito a sostegno del neo sindaco Conte è la Lega che ha ottenuto in città il 19.47% delle preferenze +11.2% rispetto al 2013, anche in questo municipio in calo invece tutte le altre forze maggiori del panorama nazionale : -6.73% per il PD (16,45%), -1.76% per FI (3,66%) e -2.69% per il M5S (4,14%).

Vicenza

Francesco Rucco

Basta anche qui il primo turno al centrodestra per strappare al centrosinistra la guida della città. Il loro candidato Francesco Rucco si è imposto infatti già giorno 10 giugno superando appena la soglia necessaria col 50,63 %.

Anche nel 2013 non fu necessario nessun ballottaggio per riconfermare Achille Variati (CSX) alla guida della città, che governava già dal 2008.

Pure in questo caso forza strainante di Rucco è stata la Lega che supera il 15% (+10%), dovendosi accontentare però della seconda posizione in città alle spalle del PD al 23,85%, anche se in calo di quasi 5 punti rispetto alle municipali precedenti.

Forza Italia totalizza invece il 5,27% (-5.23%). Il M5S non aveva invece presentato alcuna lista in questo comune.

Ancona

Valeria Mancinelli

Nell’unico capoluogo di regione al voto domenica il centrosinistra riesce a mantenere la propria amministrazione con Valeria Mancinelli che sfiora la riconferma già al primo turno (47,99%), per poi bissare il successo al ballottaggio ottenendo il 62,78 %, contro il 37,22 % del candidato di centrodestra Stefano Tombolini.

L’aspetto curioso è che la stessa Mancinelli ottenne un risultato (quasi) identico al ballottagio del 2013, nel quale consegui il 62,59 % dei voti.

Nettamente primo partito del capoluogo il PD che totalizza il 30,37% e cresce di oltre 4 punti rispetto alle scorse amministrative. Alle sue spalle troviamo il M5S, che cresce di due punti ed ottiene il 16,38%.

La Lega passa invece dallo 0 al 12,33% , non avendo presentato una propria lista nel 2013, mentre Fratelli d’Italia riesce a staccare Forza Italia col 4,41%, contro il 4.33% di quest’ultimi.

Massa

Francesco Persiani

Francesco Persiani (centrodestra) è il nuovo sindaco della città avendo battuto col 56,62 % al secondo turno l’uscente Alessandro Volpi , sostenuto dalla coalizione di centrosinistra.

Quest’ultimo aveva conquistato la città già al primo turno nel 2013 col 54,17%.

La Lega, che anche qui non aveva presentato il simbolo alle scorse amministrative, ha ottenuto il 10,60% e lo scettro di prima forza a sostegno del neo sindaco. In calo invece Forza Italia che ottiene il 3,53%, contro il il 5,11% del 2013, superata anche dalla lista di FDI col 4,01%.

Il PD totalizza nel comune il 16,71%, in calo rispetto al 23,85% di 5 anni prima. Cresce invece il M5S col 13,16 (+3.87%).

Pisa

Michele Conti

Il centrodestra conquista anche questa roccaforte rossa con Michele Conti che si impone di misura al ballottaggio, col 52,29%, sul candidato del centrosinistra Andrea Serfogli (47,71 %).

Nel 2013 era invece bastato il primo turno al candidato sostenuto dal PD e dal SEL Marco Filippeschi che aveva ottenuto il 53.51%, contro il 12.58% dell’allora candidato di centrodestra Mugnai.

Crollo verticale del PD che fa segnare un -15.06%, avendo ottenuto il 10 giugno il 23,62%.

La Lega si prende quindi la città come primo partito col 24,71%, risultato incredibile rapportato allo 0.35% conquistato dalla stessa lista 5 anni prima. Forza Italia passa dal 10% del PDL al 3,59% di questa tornata elettorale.

Rimane stabile invece il M5S in città intorno al 9%.

Siena

Luigi de Mossi

Altra storica città rossa diventata blu è Siena, dove Luigi De Mossi del centrodestra ha battuto ai punti Bruno Valentini (csx) col 50.80% al secondo turno.

Quest’ultimo era il sindaco uscente grazie ad un’altra vittoria di misura al ballottaggio ma a parti invertite nel 2013 con la vittoria a suo favore col 52,00%.

In città perde 7 punti il PD che passa dal 25.29% delle scorse elezioni al 18,34 fatto registrare lo scorso 10 giugno, che gli permette comunque di rimanere primo partito del comune.

La Lega, non presente nel 2013, ha ottenuto invece il 9,03%, stesso discorso per FI che è passata cosi dallo 0 al 3,35%. Non era presente infine il M5S, che aveva ottenuto l’8,55 cinque anni fa.

Terni

Leonardo Latini

Nella città umbra il ballottaggio ha avuto luogo fra il candidato del centrodestra Leonardo Latini e quello del Movimento 5 Stelle Thomas De Luca, il primo si è imposto col 63,42 %, dopo aver sfiorato la vittoria già al primo turno col 49.22% dei voti ottenuti.

Nelle scorse elezioni a Terni, dove si era votato nel 2014, a trionfare era stato invece (sempre al ballottaggio) il candidato di centrosinistra Leopoldo Di Girolamo con quasi il 60%, centrosinistra che nel primo turno stavolta ha ottenuto la terza posizione col 14,99%.

Tra i partiti il PD perde oltre metà del proprio elettorato cittadino passando dal 30,49% del 2014 al 12,57% di oggi. La Lega, nuova prima forza in città, è passata invece dallo 0% (non essendosi presentata alle passate elezioni) al 29.09% del 10 giugno, in crescita anche i partner di governo del M5S dal 18,45% al 24,42%. Stabile invece Forza Italia intorno al 10%.

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