Turchia 2018 – il candidato: Selahattin Demirtaş

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Nato a Elâzığ nel 1973, intraprende gli studi presso la Dokuz Eylül University in Management e Commercio marittimo, interrotti però per problemi politici.

Si iscriverà nuovamente presso la Facoltà di Legge dell’Università di Ankara.

Dopo aver prestato la propria opera come avvocato per cause inerenti i diritti umani, nel 2007 aderisce al partito socialdemocratico e filocurdo DTP, bandito nel 2009 dalla Corte Costituzionale per legami con i terroristi curdi del PKK.

Entra di seguito nel partito nazionalista curdo BDP, per poi fondare il partito socialdemocratico e filocurdo HDP nel 2014, lista ricomprendente vari movimenti politici.

Candidatosi alle elezioni presidenziali nel 2014, arriva terzo con il 9,77%. Nello stesso anno è eletto co-leader dell’HDP.

Il 4 Novembre 2016 è arrestato con accuse di propaganda a favore del PKK. La Procura ha richiesto per lui 142 anni di carcere.

DA CHI È SOSTENUTO?

Il 4 Maggio 2018 l’HDP formalizza la sua candidatura alle elezioni presidenziali.

I nazionalisti curdi del DBP, del PSK, del PAK e del KDP-T, i trotzkisti dell’EHP, i marxisti-leninisti dell’ESP e i socialdemocratici dell’ÖSP hanno inoltre dichiarato il proprio endorsement per Demirtaş.

POSIZIONE POLITICA

Si è dichiarato contro il presidenzialismo e a favore della reintroduzione del regime parlamentare.

Prospetta un paese anti-capitalista, con più diritti per le donne e per le minoranze.

Ha assicurato la riapertura dei negoziati per l’adesione all’Unione Europea, pur criticandone “l’impostazione neoliberista”.

Ha promesso un salario e una pensione minima di 3000 lire/mese e il raddoppio dei fondi statali di sostegno all’agricoltura.

Ai giovani promette una carta da 500 lire/mese.

Per agevolare i viaggi, ha inserito nel suo programma un sostegno statale per abbattere del 50% i biglietti aerei intra ed extra nazionali e la gratuità dei musei.

Ha affermato infine che istituirà il “Fondo per una vita senza debito” che pagherà gli interessi nei debiti contratti dai turchi con le banche.

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