Spagna, tutto quello che serve sapere sulle elezioni

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Domenica 28 Aprile gli elettori spagnoli si recheranno alle urne per la terza volta in 4 anni.

Ricordiamo, che questa nuova tornata elettorale arriva in seguito alla decisione dei partiti di centro, destra ed indipendentisti di bocciare il bilancio 2019 ponendo -di fatto- fine all’esperienza del governo di minoranza del PSOE a guida Sanchez.

Tale esecutivo, che deteneva esclusivamente 84 dei 350 seggi del congresso, era succeduta nel giugno 2018 al governo Rajoy (PP) grazie all’approvazione di una mozione di sfiducia nei confronti del capo del governo.

Un dato che sembra certo è che, come nelle elezioni del dicembre 2015 e in quelle di giugno 2016 che portarono a dei parlamenti “in bilico” e a delle lunghe consultazioni per la formazione di un governo (nel 2016 il governo di Mariano Rajoy rimase in carica per “l’adempimento degli affari correnti” per un periodo lungo ben 6 mesi), il trend che vede un incrementarsi della frammentazione del panorama politico spagnolo potrebbe essere confermato.

Infatti, ai 4 partiti maggiori, protagonisti delle passate tornate elettorali (PP, PSOE, Ciudadanos e Podemos) si affiancherà un nuovo partito: Vox, il partito nazionalista, affermatosi nelle elezioni regionali Andaluse dello scorso dicembre, il quale nasce da un gruppo fuoriuscito dal PP e sotto la guida di Santiago Abascal, presentandosi come un’alternativa allo status quo provocato dai partiti tradizionali punta a superare il 10% e a contendersi il posto di quarto partito nazionale a Unidos Podemos andando a pescare voti soprattutto nell’elettorato già’ diviso tra CC’s e PP.

Secondo gli ultimi sondaggi il PSOE riuscirebbe a garantirsi il gradino più’ alto del podio con poco meno del 29% dei consensi, seguito dal PP accreditato di circa il 18% dei voti. Seguirebbero Ciudadanos con il 14%, Unidos Podemos con il 13% e Vox con il 12% circa, mentre un quarto degli elettori si dichiara “indeciso”.

Al momento, appare scontato che nessuno dei principali partiti riuscirà ad accaparrarsi la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari.

Di conseguenza gli scenari post voto appaiono concentrarsi su due possibili blocchi, uno conservatore formato da PP, Cuidadanos e Vox e uno di sinistra, composto da PSOE, Unidos Podemos ed i partiti locali.

Tuttavia, per entrambe le potenziali maggioranze appena citate, la formazione di un governo sarebbe potrebbe rivelarsi complicata a causa di agende politiche spesso molto diverse.

Un’altra possibilità invece sarebbe l’emergere di un blocco centrista nella fase delle consultazioni post voto. Se invece il risultato del voto non riuscisse a portare alla formazione di alcun esecutivo, si andrebbe a nuove elezioni.