Referendum Atac – Tutto quello che serve sapere

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Oggi 2.4 milioni di elettori di Roma sono chiamati al voto per un referendum, proposto dai Radicali, sulla messa al bando del servizio di trasporti della capitale, cosi da aprire la strada della gestione dello stesso anche ad aziende private.

Oltre ai Radicali si sono schierati per il si il PD e Forza Italia, mentre sono contrari all’ingresso dei privati nel trasporto pubblico romano il M5S, la Lega, Fratelli d’Italia, Liberi e Uguali ma anche Casapound oltre che i sindacati.

La giornata di voto comincerà alle ore 8 ed i seggi chiuderanno invece alle ore 20, lo spoglio comincerà subito dopo.

I QUESITI

Due sono i quesiti posti agli elettori :

1. «Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?».

2. «Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?»

SE VINCE IL SI

Trattandosi di referendum consultivo l’eventualità di una vittoria del SI non sortirà alcun effetto immediato, in quanto lo stesso non obbliga l’amministrazione capitolina ad alcun provvedimento suggerendone solamente la trattazione in sede di consiglio comunale.

QUORUM SI, QUORUM NO

Nonostante ciò è battaglia tra il Comune ed Comitato promotore del referendum sul quorum.

Roma si è infatti dotata di un nuovo statuto in data 31 gennaio 2018, nello stesso giorno in cui è stato proclamato il referendum, dove viene abolito il quorum per le forma di consultazione diretta della popolazione che riguardano materie di esclusiva competenza locale.

L’amministrazione ha già comunicato però che alla consultazione odierna verrà applicata la vecchia normativa (precedente quindi al nuovo statuto) rendendo necessario, per validare il referendum, che si rechino alle urne almeno 33.3% di romani, circa 760mila elettori.

In caso di mancato raggiungimento dello stesso quindi la consultazione è da ritenersi non valida, anche se con ogni probabilità la disputa finirà davanti al TAR al quale il comitato promotore si è già riservato di ricorrere.

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