Mozione per bandire ideologia comunista

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Alain Luciani, consigliere comunale della Lega Nord di Padova, ha presentato una mozione al Consiglio Comunale al fine di porre fuorilegge l’ideologia comunista.

“Considerato – si legge nel testo – che il Partito Comunista ha cagionato la morte di oltre cento milioni di persone sotto il simbolo Falce e Martello e che ancora oggi il Partito Comunista in molti paesi del mondo è sinonimo di feroci dittature o deboli democrazie, tra le più note Corea del Nord e Venezuela, e che anche nel nostro Paese tutti i gruppi antagonisti si rifanno a tale ideologia, ai suoi simboli e leaders, la mozione vuole impegnare il Sindaco ad avanzare presso il Governo la richiesta di perseguire penalmente con pene severe chiunque propagandi le immagini o i contenuti propri del Partito Comunista, ovvero le relative ideologie“.

Il testo della proposta ricalca quanto scritto nella c.d. “Legge Fiano“, che la Camera aveva approvato contro “la propaganda di immagini e contenuti propri del Partito Fascista o del Partito Nazionalsocialista tedesco, ovvero le relative ideologie”.

Secondo Luciani i responsabili andrebbero puniti anche se il reato fosse commesso “attraverso la riproduzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti, persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità, con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica (es. Facebook, Twitter, Instagram)”.

Così il consigliere del Carroccio commenta la sua iniziativa a PadovaToday: “La Lega è un partito che si oppone agli estremismi di qualsiasi colore essi siano”.

Non si è fatta attendere la risposta del coordinamento regionale del Partito Comunista: “Si insiste ad equiparare il Partito Comunista al Partito Fascista, quest’ultimo braccio armato degli interessi della borghesia. L’ideologia comunista e il PCI in Italia hanno fatto avanzare e di molto le rivendicazioni della classe operaia, basti pensare alle lotte per i diritti sul salario, sull’orario di lavoro, al loro appoggio per la legge sul divorzio e quella sull’aborto. Tutte conquiste che senza l’indispensabile apporto dei comunisti non si sarebbero mai potute ottenere”.

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