Midterm USA – Tutto quello che serve sapere

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Oggi negli States è il giorno delle elezioni di metà mandato.

Gli elettori americani torneranno quindi alla urne, due anni dopo l’elezione presidenziale vinta da Donald Trump, per eleggere i 435 membri della Camera dei Rappresentanti ed 1/3 di quelli del Senato. Inoltre sono da eleggere 36 governatori.

Le urne resteranno aperte dalle 6 del mattino, 7 in alcuni stati, ed i primi cittadini che cominceranno a votare saranno ovviamente quelli della costa est degli USA.

La chiusura è invece prevista tra le 18 e le 21, anche qui c’è differenza fra i vari stati.

I risultati dovrebbero cominciare invece ad arrivare dalla costa ovest quando in Italia sarà l’una di notte, mentre dei dati definitivi ed attendibili sono attesi per le 4/5 del mattino.

Come sempre le elezioni di metà mandato sono un vero e proprio referendum sul gradimento del presidente, e anche stavolta per Trump la partita è la medesima.

Riuscirà quindi The Donald a mantenere la maggioranza al Congresso ?

Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti

Al momento il GOP controlla 235 seggi, i Dem 193 e 7 sono i seggi invece vacanti. La maggioranza è fissata a 218 scranni.

I nuovi 435 rappresentanti saranno eletti su base di altrettante circoscrizioni, dove ogni elettore esprime la propria preferenza e viene eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di consensi. L’eletto resterà in carica per due anni.

I seggi sono ripartiti tra gli Stati in proporzione alla rispettiva popolazione. Ciascuno di questi ha diritto ad almeno un rappresentante.

Dei 435 scranni secondo le ultime proiezioni 192 dovrebbero andare con ogni probabilità al Repubblicani, 172 ai Democratici e sono invece 71 quelli incerti o solamente tendenti ad una della due forze, nello specifico di questi 17 tendono ad andare verso il Grand Old Party e 28 ai Dem. Sono i restanti 26 quindi i seggi completamente incerti.

Senato degli Stati Uniti

Mentre in questi due anni la maggioranza alla Camera per Trump non è mai stata un problema, quella al Senato, molto più risicata, è stata spesso oggetto di tensioni politiche.

I Repubblicani nella camera alta uscente controllano infatti 51 seggi su 100, mentre sono 49 i senatori democratici.

Sono 35 dei 100 scranni quelli oggetto del voto odierno, di questi 26 sono Dem e solamente 9 invece del partito di Trump.

Anche qui ogni elettore vota per un candidato e viene eletto quello che ottiene la maggioranza relativa dei voti.

Secondo una proiezioni di POLITICO dei 35 in gioco 6 andranno con ogni probabilità ai Repubblicani e 22 ai Democratici mentre sono 12 quelli “in bilico”, di questi 4 tendono verso una vittoria dei Dem, 3 verso il GOP e 5 invece sono completamente incerti.

Quindi

Secondo le proiezioni esposte Donald Trump rischia di perdere quindi la maggioranza alla Camera, come d’altronde ogni Presidente alle elezioni di metà mandato (fatta eccezione per Roosevelt nel 1934 , Clinton nel 1998 e George W. Bush nel 2002).

Mentre sembra improbabile che i Democratici riusciranno a controllare il Senato, che secondo ogni previsione resterà appannaggio dei Repubblicani.

Questa previsione, se confermata dal voto di oggi, trasformerebbe l’amministrazione Trump in quella che viene definitiva giornalisticamente “un’anatra zoppa”, con la difficoltà per il Presidente di far ottenere alla sue leggi l’OK dal Congresso, dato il sistema bicamerale perfetto che impone il voto favorevole di entrambe le camere.

Resterebbero però ovviamente prerogativa del Presidente gli ordini esecutivi.

 

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