Macedonia del Nord, il nuovo nome del Paese è al centro delle presidenziali

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Domani un milione ed ottocentomila elettori saranno chiamati a votare per il primo turno delle elezioni presidenziali della Repubblica di Macedonia del Nord, nuovo nome adottato dalla Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia in seguito all’accordo con la Grecia.

Dopo la caduta della Iugoslavia infatti questa piccola repubblica balcanica ha deciso di adottare il nome di Repubblica di Macedonia, scelta però a cui si è sempre opposta Atene sulla base del fatto che la Macedonia è una regione attuale e storica greca, famosa tra l’altro per aver dato i natali ad Alessandro Magno. Il paese balcanico ha utilizzato quindi a lungo in sedi internazionali il nome temporaneo di Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia ma, ambendo ad entrare nell’Unione Europea e nella NATO, ha dovuto negoziare un nuovo nome con la Grecia per superare il veto greco.

Dopo lunghi sforzi diplomatici, nel 2018 l’accordo per il nuovo nome di “Repubblica di Macedonia del Nord” è stato raggiunto dall’attuale governo di Skopje con il governo di Alexis Tsipiras e ratificato dal voto in favore dei due terzi del parlamento nord-macedone. Nello stesso anno si era già tenuto un referendum in cui il 94% dei votanti approvò il nuovo nome, che però non superò il quorum del 50% degli aventi diritto.

Il Presidente uscente Gjorge Ivanov è stato tra i principali oppositori al cambiamento del nome del paese tanto da rifiutarsi di firmare leggi con il nuovo nome del Paese negli ultimi mesi del suo mandato.

Tra i candidati a sostituirlo troviamo Gordana Siljanovska, presentata dal principale partito d’opposizione di cui fa parte anche l’uscente Ivanov, i conservatori del VMRO-DPMNE, che si oppone al nuovo nome, sostenendo sia stata una concessione esagerata alle richieste della Grecia. Siljanovska ha dichiarato che la sua vittoria significherà “la sconfitta delle politiche anti-Macedoni e anti-nazionali” dell’attuale governo.

Il favorito è però Stevo Pendarovski, appoggiato dai partiti di governo SDSM, social-democratici, e Unione Albanese Democratica per l’Integrazione, che è invece il principale difensore del nuovo nome. Pendarovski, e l’attuale governo, difendono la scelta come passo avanti per il processo di integrazione con l’Unione Europea e la NATO, organizzazioni che ritengono fondamentali per lo sviluppo economico del paese. In caso di sconfitta di Pendarovski, il governo in carica ha dichiarato che si dimetterà e chiamerà elezioni parlamentari anticipate.

Tra i candidati troviamo poi Blerim Reka, scelto dagli altri due partiti etnici albanesi di opposizione, il quale supporta il nuovo nome per accedere alla NATO e all’Unione Europea.

Secondo i sondaggi Pendarovski è il favorito, stimato al 27.2%, seguito da Siljanovska al 23.5% e Reka all’11%.

La Macedonia del Nord applica un sistema di quorum anche alle elezioni presidenziali: se un candidato non riceve il 50% dei voti degli aventi diritto al primo turno si va al ballottaggio, e il voto del ballottaggio è valido solamente se vota almeno il 40% degli aventi diritto. Se non si raggiunge il quorum al ballottaggio l’elezione viene annullata: sarà dunque fondamentale, per validare il secondo turno, che gli elettori dei candidati minori non si astengano.