Macedonia del Nord, al via oggi il secondo turno delle Presidenziali

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Si terrà oggi il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Il primo turno, tenutosi lo scorso 21 aprile, ci aveva consegnato un testa a testa per la prima posizione tra il candidato dei socialdemocratici al governo Stevo Pendarovski, che ha ottenuto il 44.78%, ed la candidata dei conservatori Gordana Siljanovska-Davkova, che ha ottenuto invece il 44.16% dei voti.

Oggi i due candidati partono quindi alla pari per la corsa alla Presidenza della Macedonia del Nord con un’unico avversario comune: l’affluenza.

Secondo la legge elettorale vigente infatti la consultazione odierna verrà invalidata, con necessita quindi che venga ripetuta, nel caso in cui non partecipino alla giornata di voto almeno il 40% degli aventi diritto. 

Il raggiungimento non è per nulla scontato se si pensa che al primo turno l’affluenza è stata del 41.79%, e che inoltre erano in gioco altri candidati come Blerim Reka, scelto dagli altri due partiti etnici albanesi di opposizione, che ha ottenuto l’11.06% dei voti.

Un’altra informazione importante da conoscere di questa elezione è che nel caso di una sconfitta della candidato di governo, Stevo Pendarovski, il Primo Ministro Zaev ha annunciato che scioglierà il parlamento per giungere ad elezioni anticipate.

Sullo sfondo di queste elezioni troviamo il grosso tema del nuovo nome dello stato, dopo la caduta della Iugoslavia infatti questa piccola repubblica balcanica ha deciso di adottare il nome di Repubblica di Macedonia, scelta però a cui si è sempre opposta Atene sulla base del fatto che la Macedonia è una regione attuale e storica greca. Il paese balcanico ha utilizzato quindi a lungo in sedi internazionali il nome temporaneo di Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia ma, ambendo ad entrare nell’Unione Europea e nella NATO, ha dovuto negoziare un nuovo nome con la Grecia per superare il veto greco.

Dopo lunghi sforzi diplomatici, nel 2018 l’accordo per il nuovo nome di “Repubblica di Macedonia del Nord” è stato raggiunto dall’attuale governo di Skopje con il governo di Alexis Tsipiras. Nello stesso anno si era già tenuto un referendum in cui il 94% dei votanti approvò il nuovo nome, che però non superò il quorum del 50% degli aventi diritto.

Il Presidente uscente Gjorge Ivanov è stato tra i principali oppositori al cambiamento del nome del paese tanto da rifiutarsi di firmare leggi con il nuovo nome del Paese negli ultimi mesi del suo mandato.

Nessuno dei due candidati al voto oggi ha l’intenzione di mettere in discussione il nuovo nome, soprattutto in vista dei vantaggi internazionali che ne derivano, ma la candidata dell’opposizione ha sostenuto che sia stata una concessione esagerata alle richieste della Grecia. Siljanovska ha inoltre dichiarato che la sua vittoria significherà “la sconfitta delle politiche anti-Macedoni e anti-nazionali” dell’attuale governo.