Kurdistan iracheno al voto per le elezioni parlamentari

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Il 30 Settembre i cittadini iracheni della Regione Autonoma del Kurdistan si recheranno alle urne per rinnovare il loro Parlamento locale. La consultazione si terrà ad un anno dal controverso referendum per l’indipendenza del 25 Settembre 2017, che vide la vittoria dei favorevoli con il 92,73% ma che non fu riconosciuto da Baghdad e dalla comunità internazionale, con la conseguente reazione delle Forze Armate irachene che riconquistarono l’intero territorio e costrinsero l’ex Presidente Masoud Barzani alle dimissioni.

I partiti candidati dovranno dunque risolvere la crisi economica successiva alla reazione irachena e il recupero dei rapporti con lo Stato centrale: ridiscutere il budget per il Kurdistan, allentare le restrizioni alle 4 principali banche curde, rimuovere il blocco aereo per i voli internazionali da e per la regione e la perdita della città petrolifera di Kirkuk sono i punti caldi su cui già il Governo del Primo Ministro Nerchivan Barzani (nipote dell’ex Presidente) sta lavorando da alcuni mesi.

Legislatura uscente 2013-2018

I 111 seggi dell’Assemblea Nazionale del Kurdistan sono in palio per 21 partiti.

I principali sono il PDK (conservatore) dell’attuale Premier, Gorran (social-liberali) e il PUK (socialdemocratici), nato da una scissione del PDK.

Sarà improbabile vedere la maggioranza assoluta del Parlamento in mano ad una sola forza politica, pertanto gli scenari post-voto più probabili vedono una riedizione della coalizione PDK-PUK oppure un’inedita maggioranza formata dai partiti minori a guida Gorran. Quest’ultima ipotesi aprirebbe un nuovo scenario di tensione, soprattutto con la Turchia, vista la vicinanza del partito alle istanze del PKK.

 

 

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