10 domande ad Ares Prehm (Blocco Studentesco)

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Ciao Ares, grazie innanzitutto per la disponibilità.

1) Cominciamo con le presentazioni: chi siete? Cosa fate?

Siamo un movimento di rivoluzionari, di sognatori con spalle abbastanza larghe e forti da poter reggere il peso di una generazione che ha bisogno di reagire, prendendoci le nostre responsabilità. Ci sentiamo eredi di un passato che ha conosciuto esempi culturali e spirituali che non ci lasciano scampo: o siamo pronti ad essere artefici del nostro destino, o soccombiamo. Le nostre principali attività militanti spaziano dai semplici volantinaggi e affissioni di manifesti,passando per l’organizzazione di conferenze o manifestazioni, fino all’aggregazione studentesca, formazione personale e comunitaria. Pertanto, cerchiamo sempre di far combaciare un lato prettamente politico e pragmatico con quello invece più spirituale e profondo, attraverso l’approfondimento culturale di diverse tematiche.

2) Di quali valori e di quali idee vi sentite portatori?

Ideologicamente ci rifacciamo al fascismo, e le nostre idee sono identiche a quelle in cui si identifica Casapound: vogliamo inserirci nel solco della dottrina politica, sociale ed economica del fascismo, “riabilitando” quei valori eroici e politici che per tanto tempo hanno contraddistinto la nostra nazione. Ci sentiamo eredi dei padri della Patria che ritroviamo nel corso dell’intera storia di questa nostra terra: da Romolo a Cesare, da Dante, fino a Garibaldi, Mazzini e Mussolini. Crediamo poi, da anni nei nostri manifesti politici campeggiano chiaramente riferimenti a ciò, che la gioventù italiana debba riscoprire senza moralismi o strumentalizzazioni queste figure; perché solo attraverso una riscoperta identitaria si possono saldare le basi su cui costruire il futuro di questa nazione.
3) Raccontateci il vostro successo o traguardo di cui siete più orgogliosi.
I risultati parlano per noi: alle ultime elezioni dello scorso autunno abbiamo raccolto 56 mila preferenze, conquistando numerose presidenze e segreterie di consulte studentesche in tutta Italia, da nord a sud. Segno che siamo ormai da tempo ben radicati sul territorio e, soprattutto, che la nostra proposta fa breccia nel cuore degli studenti. Un successo che premia le tante battaglie condotte negli anni e che rivendichiamo oggi più che mai con orgoglio.


4) Secondo voi i ragazzi vedono la politica come qualcosa di sempre più distante da loro?
La politica, specie per i giovani, sembra essere vicina agli italiani solamente in campagna elettorale: si riesumano volti e battaglie, si cavalcano slogan fumosi e si continua a beffare e a tradire il popolo italiano in modo meschino ed esplicito. Passate le elezioni, si chiudono le sedi e le piazze ritornano vuote. Questo indica la profonda lontananza della politica italiana dalla realtà e, di conseguenza, la lontananza dei giovani dalla politica.

5) Cosa dovrebbe fare la politica per i giovani?

La politica è lontana dagli italiani quando si tratta di assicurargli un futuro dignitoso e una giustizia sociale: c’è una forte mancanza di lungimiranza, non ci sono obiettivi da raggiungere a medio-lungo termine. L’assenza di un governo forte si ripercuote immediatamente nelle scelte politiche: preferire masse allogene ai cittadini autoctoni è un primo segno di lontananza dello Stato. Risultato? Una politica economica che si basa sull’ arrangiarsi e una politica lavorativa che tratta sempre di più i lavoratori come semplici numeri da sfruttare. Gli scarsi finanziamenti all’ istruzione pubblica e alla ricerca inoltre complicano ancora di più il quadro generale, spingendo le aziende a fare affidamento su tecnologia estera o ad incentivare gli studenti italiani ad emigrare, lasciando dei profondi vuoti che immigrati non specializzati non riusciranno a colmare. Quindi la politica deve tornare ad occuparsi maggiormente dei bisogni essenziali di un popolo: il lavoro, l’istruzione e il diritto ad affermarsi in campo geopolitico. Lo scarso intervento dello Stato nell’economia, se non per svendere importanti asset produttivi, ha favorito le speculazioni di imprenditori disonesti e di gruppi finanziari esteri.

6) Cosa dovrebbero fare i giovani per la politica?

E’ necessario che i giovani, e in particolare gli studenti, comprendano innanzitutto il proprio ruolo di primo piano nella società: siamo il futuro di questa nazione e abbiamo sulle spalle i sogni, gli errori e le speranze delle generazioni che ci hanno preceduto. Occorre assumersi responsabilità,anche forti, per diventare non solo interpreti, ma ispiratori di questo tempo. Pertanto, solo dopo aver assunto consapevolezza di tutto ciò, possiamo tornare ad incidere sulle scelte politiche della nostra nazione.

7) Alle elezioni del 4 Marzo il vostro partito di riferimento (Casapound) non è entrato in Parlamento (0,95% alla Camera/0,85% al Senato). Un vostro commento a riguardo.
E’ un risultato che non ci permette di entrare nel Parlamento per portare avanti il nostro programma e dare un aiuto concreto al popolo italiano, ma abbiamo quasi decuplicato i voti presi nel 2013, passando da circa 40 mila a oltre 300 mila consensi. Per questo motivo non possiamo che ritenerci soddisfatti, seppur non si possa parlare di vera e propria conquista. Conoscendo il modus operandi del nostro movimento, il quale sta riuscendo ad acquisire ogni giorno nuove conquiste (dall’apertura di nuovi avamposti, al raggiungimento di vittorie in ogni città in cui siamo presenti), non possiamo che aspettarci un’affermazione in futuro.


8) Alla luce dei risultati delle elezioni del 4 Marzo, come vedete il futuro del nostro Paese?
Come avevamo ampiamente prospettato, ci sono delle difficoltà oggettive nella formazione di un nuovo governo e le consultazioni degli ultimi giorni sono l’esempio lampante della scarsa credibilità dell’attuale classe politica. Alla luce di tutto ciò, non possiamo che definire buio il futuro della nostra nazione: solo con una politica forte, determinata, pronta al sacrificio per il bene dell’Italia, si potrà ricominciare a parlare di sovranità e di giustizia sociale.
9) Quali politiche scolastiche ed universitarie dovrebbe intraprendere il nuovo Governo per migliorare la qualità della vita e dello studio degli studenti?
Sicuramente risolvere l’impasse della Buona-Scuola sotto diversi aspetti: dall’assenza di una concezione “umanistica” della formazione incentrata sullo sviluppo delle potenzialità del singolo individuo fino allo stravolgimento di questa fallimentare Alternanza scuola-lavoro. Un’altra misura del prossimo governo dovrà consistere nel modernizzare il materiale didattico, sia per l’Università che per gli istituti scolastici: a tal proposito per questi ultimi noi abbiamo proposto l’adozione del testo di libro elettronico (libro di testo attraverso il quale gli studenti possano scaricare i testi delle varie materie e mettere così un freno allo strapotere delle case editrici che da anni infieriscono sulla situazione economica delle già vessate famiglie italiane). Porre un argine, attraverso delle misure legislative, al contributo volontario divenuto nella prassi obbligatorio, aumentare le ore di educazione fisica all’interno degli istituti primari e secondari, garantire ai giovani laureati dei tirocini post lauream. Insomma, di lavoro da fare ce ne sarebbe abbastanza.
10) Perchè un ragazzo dovrebbe avvicinarsi alla militanza politica proprio con voi?
Perché il Blocco Studentesco è un movimento a tutto tondo, pertanto siamo presenti nelle strade, nelle piazze e nelle scuole: viviamo il territorio, ascoltiamo i problemi degli studenti, elaboriamo soluzioni pratiche e immediate, senza rifugiarci sotto l’ombrello del partito di turno. Ci facciamo promotori di proteste, cortei e manifestazioni che coinvolgono ancora gli studenti in un contesto di totale appiattimento. Riusciamo a far passare un messaggio importante al corpo studentesco: senza battaglie e senza sacrificio non possiamo ambire alla vittoria.

 

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