Instabilità in Spagna

0

Giornate tese nel paese iberico dove il Primo Ministro Mariano Rajoy è alle prese con un altro periodo  difficile del suo già tormentato governo di minoranza.

Dopo che la sentenza dell’Audiencia Nacional del caso Gürtel ha accertato l’esistenza di tangenti per aggiudicazione di appalti, traffici di influenze, malversazioni, reati fiscali, riciclaggio e finanziamenti illeciti al Partido Popular, con tanto di condanna ad un risarcimento per il partito stesso e a 33 anni di carcere per l’ex tesoriere Luis Bárcenas, il Partito Socialista (PSOE) ha presentato una mozione di censura contro il Governo Rajoy, indicando contestualmente (visto il meccanismo della sfiducia costruttiva) il proprio Segretario, Pedro Sánchez, quale nuovo Capo del Governo.
Con tale sfiducia il leader del PSOE punta a costituire un governo definito “di transizione”, che non avrebbe quindi una scadenza certa.

Il Segretario del PSOE, Pedro Sánchez

Il leader di Ciudadanos invece, Albert Rivera, ha in giornata bollato l’attuale legislatura e il governo Rajoy come “liquidati”, offrendo ai popolari un accordo per arrivare alle urne in autunno nel caso in cui il Presidente del Governo accettasse di estendere l’applicazione dell’articolo 155 in Catalogna, la misura adottata dopo la dichiarazione unilaterale d’indipendenza della Comunità Autonoma che ha de facto e de jure sospeso l’autonomia della Regione.

In caso contrario, Rivera presenterebbe una mozione di sfiducia con il fine di tornare alle urne, indicando però un nome “indipendente”.

Il leader di Ciudadanos, Albert Rivera

In questo quadro si inserisce anche la posizione di Podemos che, al momento, sta ancora valutando l’appoggio alla mozione dei Socialisti. Il Segretario Pablo Iglesias, al riguardo, ha annunciato in mattinata che consulterà gli iscritti con un referendum online.

Il Segretario di Podemos, Pablo Iglesias

Il Presidente catalano ed esponente di punta del PDeCAT, Quim Torra, ha garantito l’appoggio alla mozione del suo gruppo parlamentare soltanto a patto che Sánchez appoggi la scarcerazione dei leader secessionisti attualmente in carcere e la rimozione dell’articolo 155.

I nazionalisti baschi del PNV appoggerebbero la mozione soltanto a patto che non vengano convocate nuove elezioni.

 

I numeri al Congresso dei Deputati non giocano a favore di Rajoy, dove il suo Governo è di minoranza.
Il suo consenso nel palazzo, tra sostegno e astensioni, è così fondato in termini di seggi:

DEPUTATI AL CONGRESSO: 350

MAGGIORANZA: 175

PP: 134
Ciudadanos: 32
EAJ-PNV (nazionalisti baschi): 5
UPN (cristiano-democratici navarristi): 2
CC (conservatori e nazionalisti canarini): 1
FA (cristiano-democratici asturiani): 1

OPPOSIZIONE: 175

PSOE: 84
Podemos: 67
ERC (socialdemocratici ed indipendentisti catalani): 9
PDeCAT (liberali ed indipendentisti catalani): 8
Compromís (nazionalisti valenciani): 4
EH Bildu (indipendentisti baschi): 2
NC (socialdemocratici e nazionalisti canarini): 1

 

Un sondaggio di Sociométrica per il quotidiano El Español riporta dei dati inediti: il PP perderebbe più della metà dei seggi vinti alle scorse elezioni e calerebbe al 16,8% mentre Ciudadanos li più che triplicherebbe, divenendo primo partito del paese con il 28,5% delle preferenze.
Registrerebbero uno scostamento marginale invece il PSOE e Podemos, delineando così ancora un Congresso senza maggioranza.

 

 

CONDIVIDI