India, cominciano oggi le elezioni più grandi del mondo

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Urne aperte in India per la prima fase delle elezioni generali. I cittadini-elettori della più grande democrazia del mondo sono chiamati a votare per il rinnovo della Lok Sabha, la camera bassa del parlamento nazionale.

Ma ad essere rinnovati oggi saranno solo 91 dei 543 seggi elettivi di cui si compone la Camera localizzati in 15 dei 29 Stati dell’India. Si procederà fino al 19 maggio attraverso altre sei giornate di voto nei restanti 14 stati. I risultati per tutti i collegi del Paese saranno invece resi noti il 23 maggio.

Si è messa su quindi un’organizzazione imponente, necessaria per gestire un corpus elettorale di oltre 900 milioni di persone (ben 83 milioni in più rispetto alle precedenti elezioni generali) con il sistema elettorale di tipo maggioritario secco col first past the post.

Il premier Narendra Modi, eletto nel 2014 e leader del partito nazionalista Hindu BJP, è in cerca di una riconferma. Le elezioni locali in vari Stati della federazione tenutesi a fine 2018 hanno mostrato èerà un’erosione del consenso per il BJP e i suoi partiti alleati.

Modi sembra scontare la generale debolezza dell’economia indiana, il fallimento del tentativo di de-monetizzare il Paese e le mancate riforme nel campo del lavoro e dell’agricoltura.

Per conquistare un secondo mandato ha impostato la campagna elettorale su temi quali il rilancio della crescita economica e il contrasto al terrorismo. Ma il cavallo di battaglia del primo ministro resta il nazionalismo induista, che nei mesi scorsi sembrerebbe essersi tradotto in un “piano anti-moschee”, volto a cancellare le tracce della dominazione islamica sul Paese.

Il principale sfidante di Modi è Rahul Gandhi, alla guida del Partito del Congresso (socialdemocratici) dopo il ritiro della madre Sonia.

Rahul tenta la difficile via di riportare in auge il partito, che nel 2014 aveva registrato il peggior risultato della sua lunga storia con appena il 19% dei voti ottenuti. Il perno della sua campagna elettorale è la proposta dell’istituzione di un reddito minimo garantito da destinare alle classi sociali più povere del Paese.

I sondaggi, per ora, danno in testa la coalizione facente capo a Modi, ma la conquista della maggioranza non appare certa. Il Partito del Congresso, invece, dovrebbe registrare una netta ripresa.