Elezioni Storiche – EP. 1: ELEZIONI POLITICHE DEL 1946

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Comincia oggi la nostra rubrica storica nella quale parleremo di tutte le elezioni politiche che si sono tenute in Italia dal ’46 ad oggi.
Analizzeremo tutti i dati fornendovi informazioni utili sull’affluenza, sui risultati per partito e per coalizione e sulla divisione territoriale del voto nella varie province e regioni del nostro paese.

Cominciamo subito con la 1a PUNTATA dedicata appunto alle
ELEZIONI POLITICHE DEL 1946

Furono le prime elezioni italiane dopo il periodo fascista, ed il loro scopo era quello di eleggere un’Asseblea Costituente volta a redigere una nuova Costituzione.

– Risultati –
La Democrazia Cristiana ottenne il maggior numero di voti 8.101.004, pari al 35,21%, superando cosi il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria che col 20,68% (4.758.129 preferenze) ottenne la seconda posizione.

Terza piazza invece per il Partito Comunista Italiano che con 400mila voti in meno rispetto ai socialisti, ottenne il 18,93%.
Queste tre forze si imposero cosi come tre grandi partiti di massa, che ottennero da soli il voto di quasi 75 italiani su 100.

Col 6.79% (1.560.638 di voti) l’ Unione Democratica Nazionale, coalizione di ispirazione liberale,si impose come 4a forza del paese, seguita dal movimento populista di destra del Fronte dell’Uomo Qualunque che ha ottenuto 1.211.956 di preferenze pari al 5,27%.

il Partito Repubblicano Italiano ha ottenuto invece il 4,36% con un milioni di voti.

Sotto il milione di voti troviamo i monarchici del Blocco Nazionale della Libertà col 2,77%, il Partito d’Azione col 1,45%, il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia con lo 0,74%, il Partito dei Contadini d’Italia 0,44%, Concentrazione Democratica Repubblicana 0,42%, Partito Sardo d’Azione 0,34%, il Movimento Unionista Italiano 0,31%, Partito Cristiano Sociale 0,22%, il Partito Democratico del Lavoro allo 0,18% ed infine il Fronte Democratico Progressista Repubblicano allo 0,9%, il raggruppamento di tutti questi partiti sotto il milione di voti ha ottenuto seggi dell’Assemblea Costituente.

Furono l’1,82% gli italiani che votarono partiti che non ottennero scranni nell’Assemblea.

– Seggi –

ALTRI


L’Assemblea Costituente contò 556 seggi suddivisi con sistema proporzionale tra i partiti che avevano partecipato all’elezione nei 31 collegi territoriali in cui fu divisa la penisola.

Alla Democrazia Cristiana spettarono il maggior numero di scranni, 207.

Il secondo gruppo più numeroso fu quello del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria con 115 rappresentanti, seguito dai 104 del Partito Comunista Italiano.

Gli eletti tra le fila dell’Unione Democratica Nazionale furono 41, 30 invece spettarono al Fronte dell’Uomo Qualunque.
23 seggi per il Partito Repubblicano Italiano, 16 per il Blocco Nazionale della Libertà e 7 per il Partito d’Azione.

Il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia conquistò 4 scranni.
Furono 9 infine i rappresentanti complessivamente eletti dagli altri partiti ( Partito dei Contadini d’Italia, Concentrazione Democratica Repubblicana , Partito Sardo d’Azione, Movimento Unionista Italiano, Partito Cristiano Sociale , Partito Democratico del Lavoro ed il Fronte Democratico Progressista Repubblicano).

– Voto territoriale –
La Democrazia Cristiana si impose maggiormente nel Nord della penisola, con picchi (anche superiori al 60%) in Veneto ed in Lombardia. Nel centro-italia ha registrato maggior consenso in Abruzzo e nel Lazio, al Sud raggiunse oltre il 40%. Nelle isole ha registrato ottimi risultati nella Sicilia Orientale e nel nord della Sardegna.

Il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria conquistò larghi consensi, superiori al 30%, in Lombardia e Piemonte ed in Emilia, pur non riuscendosi ad imporre però in Romagna.

Il Partito Comunista Italiano fece bottino di voti invece in Emilia-Romagna ed in Toscana ma anche in Umbria. Nel Sud ottiene consensi in Puglia e nel Sud della Sicilia.

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