Elezioni in Slovacchia, favorita la candidata dei conservatori

0

Si terrà oggi in Slovacchia il primo turno delle elezioni presidenziali. Se nessuno dei ben 15 sfidanti otterrà almeno il 50%+1 dei voti, si procederà il 30 marzo a un ballottaggio tra i primi due candidati, un’eventualità che – sulla base di uno scenario tanto frammentato – pare più una certezza.

I più probabili sfidanti al secondo turno sono Maroš Šefčovič, attuale commissario europeo all’energia e appoggiato dal partito di centrosinistra Smer-SD (attualmente al governo), e l’avvocato Zuzana Čaputová, co-fondatrice del partito social-liberale Slovacchia Progressiva e sostenuta anche dai partiti conservatori di opposizione SaS e OĽaNO. Gli altri candidati maggiori sono Bélar Bugár, leader del partito Most-Híd (al governo con lo Smer), il comunista Maroš Šefčovič e il nazionalista Mariam Kotleba, “duce” del Partito Popolare Slovacchia Nostra. Due candidati si sono invece ritirati dalla competizione nei giorni scorsi, ossia il conservatore Robert Mistrík (che ora appoggia Čaputová) e l’esponente della minoranza ungherese József Menyhárt. Due ritiri arrivati però troppo tardi: i loro nomi compariranno comunque sulle schede elettorali.

Difficile fidarsi dei sondaggi. Se il 28 febbraio l’istituto AKO attribuiva a Čaputová il 52,9% dei voti, il giorno dopo un nuovo sondaggio la ridimensionava al 18,5%. Allo stesso tempo, Šefčovič è passato da un massimo del 32,8% delle intenzioni di voto (18 febbraio) a un minimo di 13,5% appena una settimana dopo, per poi risalire e stabilizzarsi intorno quota 20%. Se l’esito del primo turno pare quindi incerto, lo stesso non può dirsi sull’eventuale ballottaggio, con Čaputová che dovrebbe aver vita facile contro qualsiasi candidato.

L’eventuale vittoria di Čaputová indebolirebbe inevitabilmente un esecutivo già aspramente contestato da ampi strati dell’opinione pubblica. Lo scorso anno il Primo Ministro Robert Fico, in carica dal 2010, si era dovuto dimettere sotto le pressioni delle immense proteste sorte in seguito all’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak, nelle cui indagini per corruzioni sui fondi europei compariva anche il nome del premier. Le dimissioni erano state fortemente richieste dal Presidente del Paese, l’indipendente Andrej Kiska, eletto nel 2014 proprio contro Fico. Non per nulla, la corruzione è il tema caldo delle imminenti elezioni.