Elezioni in Israele, tutto quello che serve sapere

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Oggi si tengono in Israele le elezioni anticipate per il rinnovo dei 120 seggi del Knesset, il parlamento del paese.

La tornata elettorale, che avrebbero dovuto tenersi fra qualche mese, è stata anticipata dal Primo Ministro Netanyahu a causa della fragilità della maggioranza del suo governo e delle investigazioni avviate dalla magistratura sul suo conto. Il procuratore generale israeliamo sta infatti svolgendo le indagini, dopo aver accolto in febbraio la richiesta fatta dalla polizia, per corruzione e frode contro il Premier.

Nonostante i guai giudiziari appena citati, Benjamin Netanyahu resta il favorito per la vittoria quest’oggi, grazia alla quale il leader israeliano conquisterebbe il quinto mandato alla guida del paese (quarto consecutivo).

Secondo tutti i sondaggi infatti la sua maggioranza, formata dal suo Likud (conservatori) ed altri, resterebbe in testa e dovrebbe ottenere oggi il maggior numero di scranni in parlamento.
A rischiare di “rovinare la festa” a Netanyahu c’è il partito Blu e Bianco, forza politica di centro nata dall’alleanza tra l’ex capo dell’esercito Benny Gantz e l’ex popolare giornalista televisivo ed ex ministro delle finanze Yair Lapid, che dovrebbe ottenere lo stesso numero di seggi del partito del Premier, ma con meno chance di riuscire a costruirgli attorno una maggioranza solida.

LEGGE ELETTORALE

La legge elettorale con cui verranno suddivisi i 120 seggi del Knesset è di tipo proporzionale, con la soglia di sbarramento fissata al 3.25%.

Particolarità del sistema elettorale israeliano è poi la possibilità per due partiti di firmare un “accordo“, prima delle elezioni, per competere insieme alla ripartizione dei seggi da assegnare eventualmente dopo la divisione degli scranni su base proporzionale, seggi frutto dunque delle somme delle forze che non hanno raggiunto la soglia di sbarramento.

Quello dell’accordo è un’espediente utilizzato ovviamente da forze che non ogni probabilità formeranno poi un gruppo unico, o comunque alleato, in parlamento.

Per le elezioni di oggi sono stati firmati i seguenti accordi:
⦁ Unione dei partiti di destra e Likud
⦁ Nuova Destra ed Yisrael Beiteinu
⦁ Meretz e Partito Laburista
⦁ Giudaismo Unito nella Torah e Shas
⦁ Hadash-Ta’al e Lista Araba Unita

SONDAGGI e POSSIBILI SCENARI

Secondo uno degli ultimi studi, pubblicato lo scorso 4 Aprile da TNS/Kan, la corsa per lo scettro di prima forza in parlamento sarà una battaglia all’ultimo voto tra il partito conservatore di Netanyahu, il Likud, ed il partito centrista dell’ex capo dell’esercito Benny Gantz, il partito blu e bianco.

Secondo il sondaggio in esame (ma anche per secondo tutti gli altri istituti) entrambi i partiti dovrebbero ottenere circa 30 seggi, trovandosi quindi in una situazione di sostanziale parità.

Anche per la terza piazza, con 8 scranni previsti, troviamo due forze appaiate e sono: il partito laburista di centrosinistra e la coalizione Hadash-Ta’al, formata da comunisti ed altri gruppi di sinistra.

Tra i 4 ed i 6 seggi troviamo poi nell’ordine il partito libertario Zehut, il partito di destra nazionalista Nuova Destra, Destre Unite (coalizione di partiti di destra ed estrema destra), il partito ecologista e socialdemocratico Meretz, l’UTJ (partito ebraico ortodosso), la Lista Araba Unita che rappresenta la minoranza araba, il partito di centrodestra Kulanu ed infine gli ultra-ortodossi di Shas.

Questi secondo i sondaggi dovrebbero essere i partiti che entreranno a far parte della nuova composizione del parlamento.

L’attuale governo uscente di Netanyahu poteva contare sul supporto, oltre che ovviamente del suo Likud, di Kulanu, Shas, UTJ, Nuova Destra e Destra Unite. Una riproposizione della stessa maggioranza, con i dati dei sondaggi della vigilia, dovrebbe ottenere 58 seggi, 3 in meno della maggioranza necessaria.

La situazione appare ancor più incerta invece nel caso in cui debba essere Gantz, col suo partito blu e bianco, a cercare di raggiungere i 61 scranni. Dato che, oltre i circa 30 che otterrebbe da solo, non sembrerebbe oggi in grado di attrarre a sè potenziali alleati all’infuori dei laburisti col loro 8 rappresentanti e magari i 6 di Meretz.