Consultazioni: Atto Secondo

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Facciamo il punto della situazione in vista degli incontri di questa settimana tra il Capo dello Stato e le delegazioni delle principali forze politiche.

Dopo le prove di dialogo tra Lega e 5 Stelle iniziate con l’elezione dei Presidenti delle Camere e continuate in settimana, le parole usate da Di Maio nella recente intervista a La Repubblica, riportano il PD tra i protagonisti del dibattito politico che precede questo secondo giro di consultazioni.

Infatti, durante l’intervista Di Maio ha dichiarato che: “vi è la necessità di sotterrare l’ascia di guerra” , che con il PD “vi sono più convergenze di quanto si pensi” e di “non aver posto alcun vero personale o aver mai parlato di PD derenzizzato”. Parole che hanno riacceso la dialettica interna ai democratici e che potrebbero ridare coraggio alla frangia dem che già all’indomani delle elezioni non escludeva la possibilità di un’intesa con i grillini.
Il Segretario reggente Martina rispondendo al leader dei 5 stelle ha dichiarato che: “l’autocritica è apprezzabile ma l’ambiguità politica dei grillini, rimane”. L’ex Segretario Renzi ha sottolineato invece che l’intervista “non rappresenta alcuna svolta nei rapporti con i 5 stelle”. Di simile opinione Orfini che ribadisce come il PD e il Movimento siano diversi in termini di “ cultura politica, programmi e visione” e che “non può di certo essere un appello strumentale a cancellare tutto ciò”. Diverso, invece, il tono di Dario Franceschini che tramite il proprio profilo twitter afferma che: “ di fronte alla novità politica dell’intervista di Di Maio servono unità e riflessione. L’opposto di quanto sta accadendo.”

Volendo dare un’altra lettura alle parole di Di Maio, l’intervista del capo politico dei 5 Stelle potrebbe essere intesa come il tentativo di trovare un margine negoziale da poter usare nelle trattative con la Lega. Dal canto suo, Salvini ha reagito all’intervista con un : “Esecutivo Di Maio- Renzi, Mamma mia. Una cosa è certa: o nasce un governo serio, per ridare lavoro, sicurezza e speranza all’Italia, oppure si tornerà a votare, e noi stravinciamo”.

Il centrodestra, proprio su invito di Salvini, nella giornata di ieri ha fatto sapere che si presenterà in delegazione unica al Quirinale. Quasi certa ormai la presenza di Berlusconi per Forza Italia, che terrà una linea simile a quella presentata qualche giorno fa dopo l’incontro con Mattarella, si a intese politiche ma no a soluzioni di governo nel quale prevalgano invidia sociale, giustizialismo e pauperismo. La Lega pre assolutamente indisponibile ad alcun dialogo con I democratici e pur tenendo la porta aperta a Di Maio, non intende presentarsi ai 5 stelle come socio di maggioranza di un potenziale governo, ruolo al quale potrebbe essere relegata in caso di scissione della coalizione conservatrice.
Giorgia Meloni, invece, tenterà di fare i da collante tra Berlusconi e Salvini, la linea di FDI ha infatti l’unità della coalizione come priorità.

 

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