Consob, c’è l’accordo su Savona

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Il Consiglio dei Ministri ha nominato Paolo Savona alla presidenza della Consob, l’autorità amministrativa indipendente con il compito di controllo delle attività della Borsa.

L’incarico è stato ratificato a Palazzo Chigi dopo l’accordo tra Lega e Cinquestelle, annunciato da fonti del Carroccio. La decisione dovrà passare al vaglio del Quirinale.

Savona lascia quindi il Ministero degli Affari europei per guidare l’Autorità di controllo, il cui vertice era vacante da metà Settembre a seguito delle dimissioni di Mario Nava. L’interim del dicastero sarà assunto dal Presidente del Consiglio Conte.

Secondo il Partito Democratico “Savona non può fare il Presidente della Consob” e «il Governo non può ignorare le leggi”. Le ragioni di incompatibilità sarebbo due a detta dei dem: “Fino a maggio 2018 ha lavorato per il fondo Euklid, e quindi per un soggetto vigilato dalla Commissione, ed in più risulta in conflitto con le leggi Madia e Frattini». La prima dispone che un pensionato (Savona ha 82 anni) possa ottenere un incarico pubblico solo a titolo gratuito e soprattutto solo per un anno, mentre l’incarico alla Consob ne dura 7; la seconda prevede una pausa minima di 12 mesi prima di passare da incarichi di governo ad altri incarichi alla guida di enti o società pubbliche.