Come funziona il voto di sfiducia che dovrà affrontare oggi Theresa May?

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Dopo la raccolta delle lettere di adesione alla richiesta di sfiducia nei confronti della leader dei Tories Theresa May, in serata il gruppo dei 315 Conservatori presenti House of Commons sarà impegnato appunto nel voto, a scrutinio segreto, per decidere se rinnovarle o meno il sostegno.

La procedura è piuttosto singolare. Qualora la mozione non dovesse ottenere il sostegno di almeno 158 parlamentari, allora la fiducia in Theresa May sarebbe automaticamente rinnovata per un altro anno, questo significa che non potrà essere proposta alcun’altra sfiducia nei suoi confronti praticamente per tutto il 2019.

Nel caso in cui invece la pattuglia dei “congiurati” riuscisse ad ottenere i voti necessari la leadeship della May decadrebbe immediatamente, sarebbe quindi dei parlamentari la facoltà di proporre i candidati alla successione. Ogni candidato dovrà essere “presentato” da alcuno due tories.

E’ possibile allora che si presentino tre differenti scenari:

Se il candidato proposto è unico -> Questo diventa leader dei conservatori e nuovo Primo Ministro

Se vengono proposti due candidati -> la parola passa ai circa 125mila membri del partito che votano per posta il candidato preferito, chi ottiene il maggior numero di voti diventa leader dei conservatori e nuovo Primo Ministro.

Se vengono proposti tre o più candidati -> I membri del parlamento conservatori votano in più “round”, ed in ognuno di questi viene eliminato il candidato che ha ottenuto il minor numero di preferenze, finchè non restano due nomi. A quel punto la parola passa ai circa 125mila membri del partito che votano per posta il candidato preferito, chi ottiene il maggior numero di voti diventa leader dei conservatori e nuovo Primo Ministro.

Il voto avrà luogo stasera tra le 19.00 e le 21.00.
Tra i possibili candidati alla successione i più quotati sono l’ex ministro degli Esteri Boris Johnson, capofila degli euroscettici, ma anche il Ministro degli Interni Sajid Javid. Ma si fanno i nomi anche di Amber Rudd, attuale Ministra per il Lavoro, ma anche di Penny Mordaunt.