Brexit rimandata di 3 mesi. Ma serve “si” di Bruxelles.

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Con la votazione a favore di questa sera (412 voti a 202) la Camera dei Comuni ha dato un mandato chiaro a Theresa May: posticipare la deadline del 29 Marzo.

Scartata quindi l’opzione di approvare il “Deal” con l’UE, ma anche quella del “No Deal”, la carta dello slittamento del divorzio era l’ultima rimasta nel mazzo del Regno Unito per risolvere l’impasse.

Toccherà adesso alla Premier May ufficializzare la richiesta di estensione dell’Art.50 a Bruxelles, per rimandare l’uscita dal 29 Marzo al 30 Giugno.

Tempo che il governo britannico ritiene sufficiente per poter prima provare nuovamente a far passare l’accordo già scartato due volte (che verrà votato cosi probabilmente già la prossima settimana) e poi, se necessario, intavolare e concludere un possibile nuovo accordo con l’Unione, che non sia sgradito alla maggioranza di Westminster.

Una volta formalizzata la richiesta l’estensione dell’Art.50 non è però immediata, dovendo attendere l’ok da tutti gli stati membri europei. Su questo punto si è già fatto sentire nel pomeriggio il capo negoziatore UE Michael Barnier: “Se siamo lucidi e responsabili ci dobbiamo preparare ad una Brexit senza accordo, perché il 29 marzo è vicino” ed ha aggiunto “la situazione è grave. Siamo pronti, ma raccomando di non sottostimare le conseguenze”.