Bocciato il referendum sull’insularità

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L’Ufficio regionale sardo del Referendum della Presidenza ha dichiarato inammissibile il referendum popolare consultivo recante il seguente quesito:

“Volete voi che la Regione Autonoma della Sardegna intraprenda le iniziative istituzionali necessarie a richiedere allo Stato il riconoscimento del grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità mediante l’inserimento di detto principio nella Costituzione in coerenza con l’art. 174, terzo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea?”

La motivazione risede nel fatto che tale richiesta non rientra in nessuna delle categorie delineate nell’art. 1 della L.R. 20/1957 (che disciplina i referendum regionali) e in particolare non rientra quanto stabilito nella lettera f): “esprimere parere su questioni di particolare interesse sia regionale che locale”.

Inoltre, l’Ufficio regionale del Referendum ha rilevato che l’iniziativa referendaria in esame, oltre a non essere contemplata dalla normativa regionale che disciplina la materia dei referendum popolari regionali, appare rivolta a modificare la Carta costituzionale – anziché lo Statuto speciale – preludendo così al determinarsi di sviluppi relativi all’autonomia della Regione Sardegna che eccedono i limiti costituzionalmente previsti.

L’ex assessore Roberto Frongia, Presidente dei Riformatori sardi, annuncia: “impugneremo immediatamente questa scelta pazzesca, che violenta la sovranità popolare espressa da 92mila sardi. Agiremo nelle prossime ore in tutte le sedi giudiziarie per difendere la libertà di manifestazione del pensiero da parte dei cittadini sardi”.

 

 

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