ARTICOLO 18: IL CENTROSINISTRA AL BIVIO

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È uno dei temi caldi su cui un’eventuale coalizione di centrosinistra dovrà confrontarsi: stiamo parlando della re-introduzione della versione originaria dell’articolo 18 della Legge 300/1970, meglio conosciuta come “Statuto dei Lavoratori”, che garantiva il re-integro per i lavoratori licenziati illegittimamente (senza motivo, non comunicato, discriminatorio) nelle aziende con più di 15 dipendenti.

L’attuale sistema, introdotto dal Jobs Act, prevede invece per i nuovi contratti una “tutela crescente”: ad eccezione dei licenziamenti discriminatori, per il quale permane la re-integrazione, il lavoratore licenziato illegittimamente potrà ottenere soltanto un’indennità risarcitoria in base agli anni di servizio prestati nell’azienda.

All’apertura del dibattito ieri in aula erano presenti soltanto 12 deputati di MDP, Sinistra Italiana e Possibile e 6 deputati del PD.

Le opinioni in merito sono molto divergenti:
«Ripristinare le tutele dell’articolo 18 sui licenziamenti disciplinari e collettivi non sarebbe solo un atto di civiltà in un mercato frantumato e precario, ma anche un reale terreno di confronto molto di più delle chiacchiere sulle coalizioni” afferma Francesco Laforgia, capogruppo MDP alla Camera. La sinistra propone con il suo ddl di re-introdurre la tutela ed ampliarla alle aziende con più di 5 lavoratori (prima valeva solo per le aziende con più di 15 dipendenti, ndr).

Il PD ha già annunciato che chiederà il ritorno in commissione del testo, con la deputata dem Titti di Salvo che ha ribadito: “ripristinare ed estendere l’articolo 18  non risolve il problema della mancanza di diritti nel nuovo mondo del lavoro. Inoltre, un tema così delicato ed ampio non si può affrontare a fine legislatura”.
La proposta del Partito Democratico sarebbe di rafforzare i risarcimenti previsti in caso di licenziamento senza giusta causa, passando dal minimo delle quattro mensilità previste ora alle otto, mentre il massimo salirebbe da 24 a 36 mesi.
“In questo modo per le imprese licenziare sarebbe meno favorevole” ha spiegato il dem Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“Ci lascia desolati assistere a questa guerra tra il PD e la cosiddetta sinistra che si giocano possibili accordi e accordicchi elettorali sulla pelle dei lavoratori” dicono invece i deputati M5S in Commissione Lavoro.
I pentastellati propongono la re-introduzione della formula originaria dell’articolo 18, senza modificare però il numero dei dipendenti ai quali si applica.

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