ELEZIONI CILENE

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Analizziamo nel complesso le elezioni della scorsa domenica.

  • Presidenziali

Il primo dato da prendere in considerazione è il risultato del primo turno della corsa presidenziale. 
Alla vigilia, i principali istituti demoscopici del paese pronosticavano un distacco del 20% tra le due principali coalizioni.
Così non è stato.
Infatti, il leader della coalizione di centrodestra “Vamos Chile”, Sebastián Piñera ha invece ottenuto il 37% delle preferenze, staccando di 14 punti Alejandro Guillier della coalizione di governo “Nueva Mayoria” al 23%.
Questo risultato rende sensibilmente più difficile la partita del ballottaggio per l’ex Presidente Piñera, soprattutto alla luce del risultato convincente di Frente Amplio della candidata Beatriz Sanchez che, battendo i pronostici della vigilia, si è assicurata il 20% dei consensi contro l’ 8-13% dei sondaggi.

A questo punto è lecito chiedersi dove andranno i voti degli esclusi al ballottaggio.
Alla vigilia del voto, Sanchez aveva fatto sapere che al ballottaggio avrebbe sostenuto qualsiasi candidato si fosse trovato ad affrontare Piñera, tuttavia ad oggi non vi è stato endorsement diretto nei confronti di Guillier e va ricordato che, seppur l’elettorato della Sanchez sia di sinistra, alcuni dei partiti della coalizione che la sostiene sono in conflitto con quelli che supportano Nueva Mayoria.
Josè Antonio Kast, candidato conservatore aggiudicatosi l’8%, ha fatto sapere che sosterrà Piñera al ballottaggio, mentre il candidato del Partito Progressista Marco Enriquez-Ominami (6%) ha chiesto ai propri sostenitori di convergere su Guillier.
Anche Carolina Goic, candidata della Democrazia Cristiana che ha ottenuto il 5,88% nell’ultima tornata elettorale, ha fatto un endorsement nei confronti di Guillier prima di rassegnare le proprie dimissioni da Presidente del partito.

  • Legislative 

Oltre alle elezioni presidenziali, ricordiamo che erano in palio tutti i 155 seggi della Camera dei Deputati e 23 dei 43 seggi del Senato.
Solo 69 membri del parlamento sono stati rieletti, mentre 109 legislatori faranno ingresso nelle camere per la prima volta. Vamos Cile di Piñera ottiene 73 seggi, seguito dai 43 di Nueva Mayoria.
Il Frente Amplio della Sanchez passa da 3 a 16 deputati nella camera bassa divenendo il terzo gruppo in termini di deputati.

Al Senato Vamos Cile guadagna 12 seggi rispetto alle precedenti elezioni, Nueva Mayoria ne guadagna 7 e il Fronte Amplio 1.
Piñera quindi non ottiene una maggioranza ma avrà comunque il controllo del 44% del Senato e del 47% della Camera.

Prima di concludere apriamo una parentesi sull’affluenza.
Dei 14.3 milioni di cileni aventi diritto solo il 46%, ovvero circa 6.6 milioni, si sono recati alle urne.
Questa affluenza quindi può essere considerata la più bassa partecipazione al voto dal ritorno della democrazia in Cile.

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