Germania: Aggiornamento negoziati SPD-CDU

Base SPD domenica al voto per approvare l'accordo con CDU/CSU

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Continua il periodo di incertezza politica in Germania dove la formazione di una nuova grande coalizione non è per niente scontata.L’accordo di massima trovato durante i negoziati “esplorativi” tra SPD e CDU/CSU dovrà essere approvato dai membri del partito Social-Democratico domenica 21 gennaio. Tale sostegno al momento sembra ancora in dubbio.

L’SPD al momento appare diviso. Se da un lato membri di spicco del partito, come il leader Shultz, il Segretario Generale Klingbeil mettono in guardia sul fatto che un ritorno alle urne sarebbe l’unica alternativa all’accordo e il portavoce della storica corrente liberale del “circolo Seeheimer” dichiara che: “rifiutare la grande coalizione rischierebbe di condannare l’SPD al 15/16%”,
la componente più a sinistra del partito e il movimento giovanile “Jusos”, guidato da Kevin Kühnert, continuano ad opporsi con forza.

La divisione sembra prendere forma anche a livello geografico con diverse sezioni Berlino e dell’EST del paese che consigliano ai propri membri di votare contro mentre sezioni di Brandeburgo e Amburgo si sono schierate apertamente a favore.

Invece, i temi più scottanti sui quali l’accordo   di massima tra SPD e CDU sembra essere tutt’altro che solido, sono 4: tassazione, sistema pensionistico, immigrazione e sanità.
Nel caso in cui domenica la base del partito dovesse esprimersi in modo favorevole, i due blocchi protagonisti del negoziato, avrebbero diverse settimane per tentare di trovare delle convergenze sulle questioni citate sopra, tuttavia rimangono pochi giorni alla dirigenza social-democratica per convincere i propri elettori.

Come diciamo ormai da diverse settimane, al momento il dato di fatto certo è che la Germania quasi certamente non avrà un governo stabile prima di inizio estate. E nel caso in cui le trattative dovessero naufragare gli scenari rimasti sarebbero due:
un inedito governo i minoranza Conservatore (con possibile appoggio esterno di partiti minori) e un più probabile ritorno alle urne.Ritorno alle urne che difficilmente vedrebbe Shultz tra i protagonisti e che quasi sicuramente influirebbe in modo pesante sul futuro politico di Angela Merkel.

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