10 Years Challenge: com’è cambiato il consenso ai partiti?

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Sulla scia della tendenza che sta invadendo i principali social in questi giorni, vi proponiamo una 10 Years Challenge del tutto particolare e il relativo grafico.

Analizziamo quindi come è cambiato il consenso ai partiti nel corso degli ultimi 10 anni. Per ragioni pratiche ed elettorali abbiamo preso come riferimenti i dati delle elezioni politiche nazionali della Camera dei Deputati (dove hanno diritto al voto tutti i cittadini aventi la maggiore età) del 2008 e dello scorso 4 Marzo 2018.

IL CENTRODESTRA

Sono mutati radicalmente i rapporti di forza all’interno dello schieramento storicamente guidato da Silvio Berlusconi. Il contenitore politico del Popolo della Libertà, leader della coalizione e vincitore delle elezioni del 2008, si è sgretolato in vari partiti tra i quali spiccano la riedizione di Forza Italia e Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni e costituitosi alla vigilia della tornata del 2013. Ma a distanza di 10 anni l’ex Cavaliere si è visto spodestato dal trono del centrodestra, ora occupato dal segretario della Lega Matteo Salvini che, trasformando il partito da secessionista e nordista ad autonomista e nazionale, ha più che raddoppiato i propri consensi rispetto al 2008 e ha permesso al Carroccio di imporsi quale prima forza politica della coalizione.

IL CENTRO

Si evince subito come l’ala moderata e centrista rappresentata storicamente dall’UDC e dal suo leader, Pierferdinando Casini, abbia subito un netto ridimensionamento, passando dal 5,62% del 2008 all’1,30% del 2018 quando il partito si è presentato nel centrodestra in lista con Noi con l’Italia. Ricordiamo che l’ex Presidente della Camera aveva da tempo abbandonato la sua creatura politica, creando prima Centristi per l’Italia, divenuto poi Centristi per l’Europa, il quale è da ultimo confluito nella lista Civica Popolare che, alle elezioni del 4 Marzo, si è presentata nella coalizione di centrosinistra. Si ritiene che il grosso dell’elettorato moderato sia ora conteso tra Forza Italia (da sempre in prima linea in questo campo), il Partito Democratico (soprattutto dopo la svolta renziana) e la Lega.

IL CENTROSINISTRA

Il solo Partito Democratico ha perso in 10 anni più di 14 punti. Un tracollo quello del 2018 che è da tutti gli analisti politici considerato storico, che ha difatti portato alle dimissioni dell’ex Premier Renzi dalla carica di Segretario e l’indizione di un nuovo Congresso, con le primarie previste nel Marzo 2019. Ciò non ha impedito al PD di ergersi a prima forza dell’opposizione al Governo Conte, sostenuto dalla maggioranza pentaleghista. Da notare è che l’unico simbolo che è stato presente su entrambe le schede elettorali delle tornate in questioni.

Anche l’Italia dei Valori, guidata nel 2008 dall’ex magistrato Antonio di Pietro, ha subito un ridimensionamento, passando dal 4,37% del primo dato allo 0,54% del 2018, non presentandosi da sola ma nella lista Civica Popolare guidata dall’ex Ministro Beatrice Lorenzin, non riuscendo però ad eleggere alcun parlamentare.

Stessa sorte per il Partito Socialista Italiano: dopo aver provato senza successo la corsa in solitaria nel 2008, ha visto calare i propri consensi nel 2018, dove però si è presentato, insieme ai Verdi (nel 2008 invece aderenti alla lista Sinistra Arcobaleno) e ai prodiani di Area Civica, con la lista Insieme, eleggendo un deputato e un senatore.

PARTITI EXTRAPARLAMENTARI

 

Calano i consensi anche per gli schieramenti che dal 2008 o prima non godono più di alcuna rappresentanza in Parlamento.

Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani, aderenti nel primo dato alla lista della Sinistra Arcobaleno, hanno entrambi corso nel 2018 sotto le insegne di Potere al Popolo, non portando però a casa alcun seggio (il PdCI è nel frattempo divenuto PCI). Drastica riduzione anche per il Partito Comunista dei Lavoratori, passato dal solitario 0,57% del 2008 allo 0,08% del 2018, condiviso però con Sinistra Classe Rivoluzione sotto le insegne della lista Per una Sinistra rivoluzionaria.

Solo Forza Nuova registra un aumento del proprio consenso, passando dallo 0,30% allo 0,39% delle ultime elezioni, dove si è però presentata con la Fiamma Tricolore nella lista Italia agli Italiani.